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Casa e pulizia

Chiavi, bussole e cricchetti: la guida per capirci qualcosa

Bussole, cricchetti e attacco da 1/4, 3/8 e 1/2 pollice spiegati bene: quale set comprare, metrico o pollici e quando serve la chiave dinamometrica.

di Redazione VistoSuiSocial ·

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Cominciamo dalla confusione che blocca tutti. I numeri 1/4”, 3/8” e 1/2” non sono la misura delle bussole: sono la misura dell’attacco quadro, cioè del perno su cui si infila la bussola. Piccolo (1/4”) per i lavori di precisione e i bulloni piccoli, grande (1/2”) per la forza e i dadi tosti. Capito questo, il resto del mondo delle bussole si sistema da solo.

L’attacco quadro spiegato una volta per tutte

L’attacco quadro è il perno a sezione quadrata del cricchetto su cui si innesta la bussola, e la sua misura in pollici indica quanta forza quel sistema può reggere. Non c’entra nulla con la dimensione del dado: dice solo quanto è robusto il collegamento tra cricchetto e bussola.

Ci sono tre misure che coprono il 99% dei casi. L’attacco da 1/4” è il più piccolo, per viti e dadi minuti: elettrodomestici, bici, elettronica, mobili. Regge coppie basse, indicativamente fino a una ventina di newton per metro [VERIFICARE Nm coppia massima per attacco]. Il 3/8” è il tuttofare, il compromesso migliore per chi lavora in casa, sulla bici e ogni tanto sull’auto: arriva a coppie medie [VERIFICARE Nm]. Il 1/2” è quello della forza, per i bulloni grossi e i dadi ruota dell’auto, e regge le coppie alte [VERIFICARE Nm]. Se dovessi averne uno solo, prendi il 3/8”: sta nel mezzo e ti toglie dai guai nella grande maggioranza dei lavori.

Bussole: esagonali, a 12 punte, lunghe, a candela

Le bussole si distinguono per il numero di lati interni e per la lunghezza, e ognuna ha un compito. Le esagonali (a 6 lati) fanno più presa sul dado, perché appoggiano sui lati piatti e non sugli spigoli: sono quelle giuste per i dadi bloccati o arrugginiti, dove non vuoi rischiare di rovinare l’esagono.

Le bussole a 12 punte (bilobate) hanno il doppio degli innesti, quindi le infili sul dado con più facilità anche in spazi stretti, perché “trovano” prima la posizione. In cambio fanno un po’ meno presa, quindi vanno bene sui dadi in buono stato, meno su quelli ostinati. Le bussole lunghe servono a raggiungere i dadi che stanno in fondo a un prigioniero, tipo certi bulloni motore o gli attacchi dove la vite sporge parecchio. Le bussole a candela, infine, sono lunghe e hanno una gomma interna che trattiene la candela d’accensione, così la sviti e la tiri su senza farla cadere nel motore. Non ti servono se non lavori sui motori a benzina.

Il cricchetto: denti, reversibilità e perché quello economico si rompe

Il cricchetto è la chiave che stringe e allenta senza staccare la bussola dal dado, grazie a un meccanismo a dente che gira in un verso e fa presa nell’altro. La levetta di reversibilità decide il verso: da una parte stringe, dall’altra allenta. È tutta qui la magia che ti fa serrare un bullone in uno spazio dove la mano gira di pochi gradi.

La qualità di un cricchetto si misura in due punti. Il primo è il numero di denti: più denti ha, più piccolo è l’angolo minimo che serve per far avanzare il dado (un cricchetto a 72 denti “morde” ogni 5 gradi, uno economico a 24 denti ogni 15), e negli spazi stretti questo fa la differenza tra lavorare e imprecare. Il secondo è la lega e la lavorazione del dentino: il cricchetto da bancarella si rompe proprio lì, perché sotto sforzo il dentino salta o si consuma, e da quel momento slitta a vuoto. Un set di bussole e cricchetti decente (il nostro ha voto 7,4) porta a casa due cricchetti robusti, prolunghe e snodo, e ti risparmia proprio la delusione del meccanismo che cede al primo dado duro.

Metrico vs pollici: quando servono entrambi

In Italia servono le bussole metriche, in millimetri, punto. Auto europee e giapponesi, biciclette, moto, mobili, elettrodomestici: è tutto in metrico, e un set metrico copre praticamente ogni lavoro che farai.

Le bussole in pollici (SAE) servono in casi specifici: mezzi e attrezzature americane, certe moto d’oltreoceano, alcune bici di fascia alta con componentistica in pollici. Il problema è che una bussola metrica su un dado in pollici (o viceversa) sembra andare bene ma “balla” di un pelo, e a forza di stringere arrotonda l’esagono. Se non hai a che fare con roba americana, ignora i pollici e prendi un set metrico completo. Se invece nel box c’è la moto d’epoca del nonno di importazione, allora ti serviranno entrambi, e vanno tenuti ben separati per non confonderli.

Cosa deve avere un set sensato

Un set sensato non è quello con più pezzi, è quello con i pezzi giusti. Novanta pezzi di cui usi dodici sono peso morto nella valigetta. Queste sono le misure di bussola che si usano davvero in ambito domestico e auto, quelle da cui non puoi prescindere:

  • 8 mm: dadi piccoli, staffe, morsetti
  • 10 mm: forse la misura più usata in assoluto, dalla bici all’auto
  • 12 mm: raccordi e staffe medie
  • 13 mm: dadi comuni su auto e telai
  • 14 mm: candele su molti motori, bulloni medi
  • 15 mm: mozzi bici, alcuni raccordi
  • 17 mm: bulloni medio-grandi, auto
  • 19 mm: dadi grossi, sospensioni
  • 21 e 22 mm: dadi ruota di molte auto

Oltre alle bussole, un set utile ha due cricchetti (uno più piccolo e uno più grande), un paio di prolunghe di lunghezza diversa, uno snodo cardanico per arrivare in angolo, e qualche inserto (Torx, esagonale, croce) che trasforma il cricchetto in un avvitatore a mano per i mobili. Se stai mettendo su il primo cassetto degli attrezzi da zero, questo set è uno degli acquisti del secondo livello di cui parliamo nel kit attrezzi base per la prima casa.

Coppia di serraggio: quando serve la chiave dinamometrica

La chiave dinamometrica serve quando un bullone va stretto a una coppia precisa, né di più né di meno, e sull’auto succede più spesso di quanto pensi. È una chiave che “scatta” quando raggiungi il valore in newton per metro indicato dal costruttore, così non stringi a sentimento.

Per i lavori di casa non ti serve: mensole, mobili, staffe si stringono a mano con buonsenso. Ti serve invece sui componenti dove un serraggio sbagliato è un rischio: i bulloni ruota dell’auto, per esempio, vanno serrati alla coppia esatta e a stella, perché stretti troppo poco la ruota balla e stretti troppo si deforma il disco o si spana il bullone. Stesso discorso per la testata o certi componenti moto. La regola pratica: se sul manuale c’è scritto un valore in Nm, quello è un serraggio da dinamometrica. Se non c’è, vai di cricchetto e testa.

Domande frequenti

Cosa significa attacco da 1/2 pollice?

Indica la misura del perno quadrato del cricchetto su cui si innesta la bussola, non la dimensione del dado. Il 1/2” è l’attacco grande, quello che regge le coppie alte: si usa per bulloni grossi e per i dadi ruota dell’auto. Per i lavori piccoli è sovradimensionato e scomodo; lì meglio un attacco da 1/4” o 3/8”.

Meglio bussole a 6 o 12 punte?

Dipende dal dado. Le esagonali a 6 punte fanno più presa e sono da preferire sui dadi bloccati o arrugginiti, perché appoggiano sui lati piatti e non rischiano di arrotondarli. Le 12 punte si infilano più facilmente in spazi stretti perché trovano prima la posizione, ma reggono meno. Per un set solo, meglio le esagonali.

Perché il mio cricchetto slitta?

Perché il meccanismo a dente interno si è consumato o è saltato, tipico dei cricchetti economici sotto sforzo. Una volta che il dentino non fa più presa, gira a vuoto in entrambi i versi. A volte si recupera pulendo e lubrificando il meccanismo, ma su un cricchetto scadente il difetto torna. Un set con meccanismo robusto evita il problema.

Serve la dinamometrica per la macchina?

Per i bulloni ruota sì, andrebbe usata: vanno serrati alla coppia esatta indicata dal costruttore e in sequenza a stella, perché un serraggio sbagliato è un rischio di sicurezza. Per i lavori di casa non serve. La regola è semplice: se il manuale indica un valore in newton per metro, quello è un serraggio da chiave dinamometrica.

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