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Casa e pulizia

Riparazioni in casa: cosa fai da solo e quando chiamare il tecnico

Riparazioni in casa fai da te: quali fare da solo tra idraulica ed elettricità e quando serve il tecnico abilitato, con la tabella dei rischi.

di Redazione VistoSuiSocial ·

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Il confine tra risparmio intelligente e disastro non è la difficoltà del lavoro, è la responsabilità. La linea è questa: tutto ciò che sta a valle del rubinetto o della presa è tuo territorio, ci puoi mettere le mani. Impianti, allacci e certificazioni no, quelli sono di chi ha l’abilitazione e la firma. Tieni presente questo criterio e nel 90% dei casi sai già da che parte stare, senza chiederti nient’altro.

Il criterio della responsabilità

Il criterio è semplice: puoi intervenire sui componenti finali che si guastano per usura, non sull’impianto che li alimenta. Il primo è manutenzione, il secondo è un lavoro che richiede competenza certificata e, per legge, una firma.

Due esempi rendono la cosa concreta. Il rubinetto gocciola: la guarnizione è un pezzo di consumo a valle dell’impianto idraulico, la cambi tu e va benissimo. Ma se devi spostare l’attacco dell’acqua o rifare un tratto di tubo dentro il muro, quello è impianto, e lì cambia tutto. Lo stesso vale per l’elettrico: sostituire una presa guasta con una identica è manutenzione di un componente; aggiungere una presa nuova o tirare un cavo è modificare l’impianto, e serve l’impresa abilitata. Il punto non è se sei capace. È di chi è la responsabilità se qualcosa va storto.

Idraulica fai-da-te: i quattro interventi sicuri

Nell’idraulica ci sono quattro riparazioni che chiunque può fare con calma e le chiavi giuste, e sono anche le più frequenti. Prima di ognuna, la regola d’oro: chiudi l’acqua, dal rubinetto sottolavello se c’è o dal contatore, e apri il rubinetto per scaricare la pressione.

La prima è la guarnizione del rubinetto che gocciola: smonti la testa del miscelatore, sostituisci la cartuccia o l’oring consumato, rimonti. La seconda è il sifone sotto il lavello, quella curva a S che raccoglie i cattivi odori e ogni tanto si intasa o perde: si svita a mano o con una pinza, si pulisce, si rimonta con la guarnizione al suo posto. La terza è il galleggiante o la valvola della cassetta del water che perde o non carica: si registra o si sostituisce il gruppo, è un pezzo economico che si trova ovunque. La quarta sono i flessibili di alimentazione, i tubicini che collegano rubinetto e valvole a muro: quando trasudano o si crepano si cambiano svitandoli, ed è un lavoro da dieci minuti. Chiamare l’idraulico per queste quattro cose vuol dire pagare l’uscita, una spesa fissa sproporzionata rispetto a un ricambio da pochi spiccioli.

Elettricità: cosa puoi fare e cosa richiede l’abilitato

Sull’elettrico la linea è più netta e va rispettata alla lettera, perché qui si parla di sicurezza e di legge. Puoi fare la manutenzione ordinaria: sostituire una lampadina, o sostituire un frutto guasto (interruttore, presa) con uno identico su un impianto già esistente, sempre dopo aver staccato la corrente dall’interruttore generale e verificato l’assenza di tensione.

Tutto il resto è di competenza dell’impresa abilitata. Realizzare o modificare un impianto, aggiungere prese e punti luce, cambiare il quadro, tirare cavi nuovi: sono lavori regolati dal DM 37/08, la norma sull’installazione degli impianti all’interno degli edifici, che al termine richiedono la dichiarazione di conformità, il documento che certifica che l’impianto è a norma. Quella firma non è burocrazia: è ciò che ti copre in caso di corto, incendio o controllo, ed è ciò che ti serve anche quando vendi o affitti casa. Senza abilitazione non puoi rilasciarla, e un impianto senza dichiarazione è un problema legale ed economico che vale molto più dei soldi risparmiati sull’elettricista.

Guasto per guasto: fai-da-te o tecnico

La mappa rapida è questa, con il risparmio indicativo e il rischio se sbagli. Le cifre di intervento vanno confermate coi prezzi della tua zona.

GuastoDa solo o tecnicoRisparmio stimatoRischio se sbagli
Guarnizione rubinetto che gocciolaDa soloUscita idraulicoBasso, al massimo rifai
Sifone intasato o che perdeDa soloUscita idraulicoBasso, una perdita d’acqua
Galleggiante cassetta WCDa soloUscita idraulicoBasso
Flessibile di alimentazioneDa soloUscita idraulicoMedio, allagamento se mal serrato
Sostituire presa guasta identicaDa solo, corrente staccataUscita elettricistaAlto se non stacchi la corrente
Aggiungere presa o punto luceTecnico abilitatoNessuno da rischiareMolto alto, illegale senza conformità
Perdita nel tubo dentro il muroTecnicoNessuno da rischiareMolto alto, danni strutturali
Quadro elettrico e salvavitaTecnico abilitatoNessuno da rischiareMolto alto, sicurezza persone

I 3 segnali che devi fermarti

Ci sono tre momenti in cui la cosa più intelligente è posare gli attrezzi e chiamare qualcuno. Il primo è quando non riesci a intercettare la fonte del guasto: se chiudi l’acqua e la perdita continua, il problema è più a monte di quello che vedi, ed è dell’idraulico.

Il secondo è quando per riparare dovresti aprire un muro, spostare un impianto o toccare qualcosa che non torni a rimettere com’era: lì hai superato il confine della manutenzione. Il terzo, il più importante, è quando senti odore di bruciato dalle prese, vedi annerimenti attorno a un frutto o l’impianto scatta di continuo: quelli sono segnali di un problema elettrico serio, non si toccano e si chiama subito l’abilitato. Fermarsi in tempo non è arrendersi, è evitare che una riparazione da cento euro diventi un danno da mille.

Il kit minimo per le emergenze

Prima ancora che arrivi il tecnico, un kit di pronto intervento ti fa limitare i danni e guadagnare tempo. Non serve molto, ma quel poco deve essere a portata di mano e non sepolto in cantina. Se stai mettendo su il tuo primo cassetto, parti dal kit attrezzi base per la prima casa e aggiungi queste voci pensate per le emergenze:

  • Una chiave inglese o a pappagallo per chiudere e aprire raccordi
  • Nastro autoagglomerante e nastro telato per tamponare una perdita in attesa dell’idraulico
  • Un tappo o fascetta stringitubo per bloccare un flessibile che cede
  • Guarnizioni e oring assortiti, e qualche flessibile di scorta della misura giusta
  • Una torcia frontale, che ti lascia le mani libere quando salta la corrente
  • Il numero del tuo idraulico ed elettricista di fiducia salvato, non da cercare nel panico

Domande frequenti

Posso sostituire una presa elettrica da solo?

Sì, se è la sostituzione di una presa guasta con una identica su un impianto già esistente: è manutenzione ordinaria. Vai sempre a corrente staccata dall’interruttore generale, verificando l’assenza di tensione. Se invece devi aggiungere una presa nuova o modificare l’impianto, serve un’impresa abilitata, perché quello è un intervento sull’impianto regolato per legge.

Cambiare il miscelatore è da idraulico?

Non necessariamente. Sostituire un miscelatore con uno nuovo, sugli attacchi già esistenti, è un lavoro alla portata di chi ha un po’ di manualità: chiudi l’acqua, svieti i flessibili, monti il nuovo con le guarnizioni. Diventa da idraulico se gli attacchi a muro sono da rifare o se scopri una perdita nell’impianto dietro il rubinetto.

Cosa faccio se perde il tubo sotto il lavello?

Prima cosa, chiudi l’acqua dal rubinetto sottolavello o dal contatore e scarica la pressione. Se la perdita è su un flessibile o sul sifone, sono ricambi che puoi sostituire tu. Se invece perde un tubo fisso dell’impianto o la perdita continua a rubinetto chiuso, tampona con nastro autoagglomerante e chiama l’idraulico: è roba sua.

Il fai-da-te sugli impianti annulla l’assicurazione casa?

Può farlo, ma dipende dalla tua polizza. Un danno causato da un intervento non a norma su un impianto, fatto senza abilitazione e senza dichiarazione di conformità, dà spesso all’assicurazione un motivo per contestare il rimborso. Le condizioni cambiano da contratto a contratto: leggi le clausole della tua polizza o chiedi al tuo agente prima di mettere mano all’impianto.

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