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Gadget e tech

Walkie talkie per bambini: cosa guardare prima di comprarli

Walkie talkie per bambini: la portata reale, da che età servono e perché non serve licenza. Cosa controllare prima di comprarli per evitare la delusione.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Video Walkie Talkie

Sulla scatola c’è scritto “8 km di portata”. In città, tra i palazzi, quella portata diventa 500 metri o meno. Saperlo prima di ordinare è la differenza tra un regalo azzeccato e un reso: quasi tutte le delusioni sui walkie talkie nascono da quel numero gonfiato. La buona notizia è che la portata reale, all’aperto, basta e avanza per l’uso vero, cioè due bambini che giocano in giardino o al campeggio. Ecco cosa guardare davvero.

Da che età hanno senso

Dai quattro-cinque anni in su, quando il bambino gestisce da solo i due comandi che contano: il tasto per parlare e la manopola del canale. Sotto quell’età funzionano lo stesso, ma diventano un gioco da fare insieme a un adulto più che uno strumento autonomo, e va bene così.

La fascia in cui rendono di più va dai sei ai dieci anni, quando il gioco simbolico è al massimo: le missioni, le esplorazioni, il nascondino organizzato con le comunicazioni radio. È l’età in cui un walkie talkie smette di essere un giocattolo che si guarda e diventa uno strumento che si usa dentro un gioco. Il walkie talkie con video che abbiamo provato, che ha preso 7,8, aggiunge uno schermo a colori con videocamera, e proprio lo schermo è ciò che allunga la vita del gioco oltre la prima settimana, che è il momento in cui i walkie talkie solo audio finiscono di solito in un cassetto.

La portata dichiarata vs quella reale (perché la differenza)

La portata dichiarata vale in campo aperto, senza ostacoli, ed è quella la condizione a cui si riferisce sempre il dato sulla scatola. Prato, spiaggia, campeggio, una vallata: lì i numeri hanno un senso, e la distanza c’è. Il modello che abbiamo provato dichiara 300 metri, ed è un dato onesto proprio perché non promette chilometri: in campo aperto quei 300 metri ci sono davvero, e sono molto più di quanto due bambini si allontanino l’uno dall’altro.

Il problema nasce tra i muri. Ogni ostacolo, un muro portante, un solaio in cemento, la parete di un palazzo, assorbe una quota del segnale, e con le radio a bassa potenza dei giocattoli quella quota è alta. Tra due appartamenti dello stesso condominio la voce di solito passa, ma con fruscii, e il video regge peggio dell’audio. In una città fatta di palazzi, gli 8 km della scatola diventano rapidamente qualche decina di metri utili. Non è un difetto del prodotto, è la fisica delle onde radio, ed è identica per qualunque walkie talkie consumer, che costi trenta euro o centocinquanta. La domanda giusta prima di comprare non è “quanti chilometri fa”, è “dove lo useremo”: se la risposta è giardino, campeggio o spiaggia, la portata basta; se è “da un piano all’altro di un palazzo”, le aspettative vanno abbassate.

PMR446: cosa significa e perché non serve licenza

In Europa i walkie talkie di libero uso rientrano nello standard PMR446, che permette di trasmettere senza licenza e senza pagare nulla. In pratica significa che li accendi, li metti sullo stesso canale e parli, esattamente come facevano i ricetrasmettitori degli anni Novanta. Le specifiche tecniche prevedono una banda dedicata, quella dei 446 MHz, e una potenza massima contenuta, mezzo watt, pensata proprio per l’uso libero e a corto raggio: sono le condizioni che nell’Unione Europea permettono di usare questi apparecchi senza licenza.

I giocattoli per bambini, incluso quello che abbiamo provato, usano frequenze libere e condivise dello stesso tipo: nessuna SIM, nessun account, nessuna registrazione. È anche il motivo per cui molti genitori li preferiscono al primo smartphone. Non c’è niente che raccolga dati sul bambino, non c’è un’app da installare, non c’è una privacy policy da accettare. In un mercato in cui ogni giocattolo elettronico chiede un’email, questa assenza è la caratteristica principale, non un dettaglio.

Batterie: ricaricabili vs stilo

Meglio ricaricabili, e il motivo è pratico. I modelli con batteria integrata si ricaricano via USB, senza pile stilo da comprare in continuazione: metti la ricarica nella routine della sera, insieme al tablet, e il giorno dopo sono pronti. Il costo è tutto all’inizio, poi zero. Lo svantaggio è che se si scaricano fuori casa devi aspettare la presa.

Le pile stilo hanno il vantaggio opposto: quando finiscono le cambi ovunque, anche in campeggio con un pacchetto di ricambio nello zaino, e non dipendi da una presa. Lo svantaggio è il costo ricorrente e l’abitudine di tenerne sempre di scorta. Per l’uso in giardino e in casa, la ricarica USB è la scelta più comoda; per uscite lunghe lontano dalla corrente, un modello a stilo (o ricaricabile ma con pile di riserva) toglie il pensiero. In ogni caso, la prima causa di “non funziona” segnalata dai genitori è una sola: la batteria a terra. Metterla in carica ogni sera risolve nove problemi su dieci.

Le funzioni inutili (e quelle che contano)

La funzione che conta, quando c’è, è lo schermo con la videocamera. Sembra il classico accessorio aggiunto per gonfiare il prezzo, e invece è ciò che tiene vivo il gioco: i bambini si mostrano le cose, si fanno le smorfie, inquadrano il cane, giocano a nascondino mostrando indizi. La qualità dell’immagine è quella di uno schermo piccolo, sufficiente a riconoscere una faccia e un ambiente, non a girare un film, ed è adeguata allo scopo.

Le funzioni che quasi sempre restano inutili sono le suonerie di richiamo a raffica, gli effetti vocali che distorcono la voce e le torce integrate deboli: fanno scena nella descrizione, si usano il primo giorno e poi basta. La cosa da controllare davvero, oltre allo schermo, è che il tasto per parlare sia grande e comodo per una mano piccola e che i comandi siano pochi. Un walkie talkie con venti funzioni e un tasto minuscolo è peggiore di uno con tre funzioni e un pulsante che il bambino trova al buio.

Domande frequenti

I walkie talkie sono legali senza licenza?

Sì. I walkie talkie di libero uso in Europa, come quelli PMR446 e i giocattoli che usano le stesse frequenze libere, non richiedono licenza né registrazione: si comprano, si accendono e si usano. È il motivo per cui sono un regalo così semplice. Non c’è nulla da attivare, nessun canone e nessun documento da compilare.

Qual è la portata vera?

Quella dichiarata vale in campo aperto senza ostacoli: lì i 300 metri di un modello onesto ci sono davvero. In città, tra muri e palazzi, il raggio utile crolla a poche decine di metri, perché ogni ostacolo assorbe il segnale. Prima di comprare, chiediti dove li userai: in giardino o al campeggio bastano, tra due appartamenti molto meno.

Si può ascoltare le conversazioni altrui?

Può capitare, ed è utile saperlo. Le frequenze di questi apparecchi sono libere e condivise, quindi in un campeggio affollato puoi incrociare i walkie talkie di un’altra famiglia sullo stesso canale. Non è un problema di sicurezza, sono chiacchiere tra bambini a poche decine di metri, e basta cambiare canale per risolvere. Una conversazione radio non è privata come una telefonata.

Funzionano in montagna?

In montagna e in campo aperto danno il meglio, perché lo spazio è libero e spesso il telefono non prende. Su una vallata o tra due piste da sci la portata dichiarata è reale. Attenzione però ai rilievi: una montagna o un crinale in mezzo tra i due apparecchi bloccano il segnale come un muro, perché le onde radio a bassa potenza non aggirano gli ostacoli grandi.

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