Claim EFSA: cosa può promettere per legge un integratore
I claim EFSA spiegati: cosa può dichiarare un integratore, la tabella dei claim autorizzati con il testo esatto e i trucchi usati per aggirarli.
Un claim sulla salute è un’affermazione sull’effetto di un nutriente o di una sostanza. Nell’Unione europea può essere usato su un’etichetta solo se è stato autorizzato dopo una valutazione scientifica dell’EFSA e iscritto nel registro europeo dei claim. Tutto il resto, per quanto suoni convincente in un video, è marketing che gira intorno alla norma. Questa è la regola che regge l’intero settore, ed è più semplice di quanto sembri.
Cosa sono i claim autorizzati
Un claim autorizzato è una frase, con un testo di riferimento preciso, che collega un ingrediente a un effetto riconosciuto. La cornice è il regolamento europeo sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute, il Regolamento (CE) n. 1924/2006, che stabilisce un principio semplice: un alimento, e un integratore è un alimento in senso normativo, non può vantare effetti sulla salute che non siano stati prima valutati e ammessi.
Il punto pratico è questo. Non esiste la libertà di scrivere sulla scatola “rinforza le difese” o “aiuta a dimagrire” perché a qualcuno sembra vero. Esiste una lista chiusa di effetti ammessi, ognuno con la sua formula, e fuori da quella lista si entra nel territorio della pubblicità ingannevole. Un’etichetta seria si riconosce proprio da questo: dice poco, e lo dice con parole misurate.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista.
Come funziona l’autorizzazione EFSA
L’EFSA non decide se un prodotto si può vendere: valuta se un certo effetto, associato a un certo ingrediente, è sostenuto da prove scientifiche sufficienti. È un lavoro sul singolo rapporto causa-effetto, non sul barattolo. Un’azienda, o un’associazione di categoria, propone un claim; un gruppo di esperti esamina gli studi disponibili; e alla fine l’effetto viene ammesso, respinto o lasciato in sospeso.
Da qui derivano due categorie che conviene tenere separate. La prima riguarda vitamine e minerali: qui i claim sono numerosi, consolidati e con formule fisse, perché la funzione di un nutriente essenziale è studiata da decenni. La seconda riguarda le sostanze vegetali, i cosiddetti “botanicals”: per molte di queste la valutazione europea non si è mai conclusa, e dal 2012 le relative indicazioni restano in una lista “in sospeso” (on hold), utilizzabili in via transitoria ma prive di una validazione definitiva. È il motivo per cui trovi in etichetta frasi su carciofo o cardo mariano che sembrano ufficiali quanto quelle sullo zinco, ma non lo sono allo stesso modo.
Esempi di claim autorizzati
Il modo migliore per capire com’è fatto un claim autorizzato è leggerne il testo esatto. Ecco alcuni esempi, con l’ingrediente e la formula riconosciuta:
| Ingrediente | Claim (testo di riferimento) |
|---|---|
| Zinco | contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue |
| Zinco | contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario |
| Zinco | contribuisce al mantenimento di capelli, unghie e pelle normali |
| Glucomannano | contribuisce alla perdita di peso nell’ambito di una dieta ipocalorica |
Leggi il primo con attenzione, perché è la lezione di tutto il settore. Lo zinco “contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone”. Contribuisce, non determina: concorre insieme ad altri fattori. Mantenimento, non aumento: conserva un valore, non lo spinge oltre. Normali: il punto d’arrivo è la fisiologia, non un numero fuori scala. Chi ti racconta che lo zinco “alza il testosterone” ha cambiato tre parole su quattro, e con quelle tre parole ha trasformato un’informazione in una promessa. Abbiamo dedicato un articolo intero a questa differenza, se ti interessa il caso specifico: zinco e testosterone, cosa dice davvero il claim.
Lo stesso vale per il glucomannano, l’unico ingrediente di area “dimagrante” con un claim sul peso. La formula ammessa è precisa e viene con delle condizioni che fanno parte del claim quanto le parole. Le abbiamo smontate una per una nella guida al glucomannano e alle sue condizioni d’uso.
I trucchi per aggirarli
Chi vuole promettere di più senza infrangere la lettera della norma usa un vocabolario parallelo. “Supporta”, “sostiene”, “favorisce il benessere di”, “aiuta la funzionalità di” sono espressioni che suonano come claim ma non lo sono: dicono tutto e niente, e proprio per questo non richiedono un’autorizzazione. “Benessere intestinale”, “detox”, “energia” sono parole ombrello che l’orecchio traduce in effetti concreti, mentre l’etichetta resta formalmente prudente.
Poi ci sono le immagini, che dicono ciò che il testo non può. La spugna strizzata che perde acqua accanto a un drenante, il metro da sarta intorno alla vita, la pancia piatta di chi tiene il barattolo. Nessuna di queste immagini è una frase, e per questo sfugge più facilmente al controllo, ma il messaggio che lascia è esattamente quello che il claim non potrebbe scrivere. Quando testo prudente e immagine spinta convivono sulla stessa confezione, l’immagine è lì per aggirare il testo. È un trucco antico, e riconoscerlo è il modo più veloce per non caderci.
Come consultare il registro europeo da soli
Puoi controllare da te se un claim è autorizzato, e non serve essere esperti. Il registro europeo delle indicazioni nutrizionali e sulla salute è pubblico e consultabile online: è l’EU Register of nutrition and health claims, ospitato sul sito della Commissione europea (food.ec.europa.eu). Attenzione a un dettaglio: i claim ancora in valutazione, come molti botanicals, possono non comparire nel registro. Il metodo è semplice: prendi l’ingrediente citato dall’etichetta, cercalo nel registro e guarda se l’effetto dichiarato compare tra quelli ammessi, e con quale testo.
Nella pratica la verifica funziona così. Leggi la coppia ingrediente più effetto sulla confezione, per esempio “zinco, testosterone”. La cerchi. Se trovi una voce autorizzata, confronti parola per parola: quasi sempre scoprirai che la formula ufficiale è più cauta di quella del video. Se non trovi nulla, o trovi solo una voce “in sospeso”, sai che quell’effetto non ha una validazione definitiva. È il gesto di due minuti che ti separa da chi compra sulla fiducia, e vale per gli integratori come per gli yogurt e per l’acqua minerale.
Domande frequenti
”Contribuisce a” e “aumenta” sono la stessa cosa?
No, ed è la differenza più importante di tutte. “Contribuisce a” significa concorrere insieme ad altri fattori al mantenimento di una funzione normale. “Aumenta” significa spingere un valore oltre il suo livello, ed è un’affermazione che i claim autorizzati non usano quasi mai. Quando un prodotto passa da “contribuisce a mantenere” ad “aumenta”, ha lasciato il registro ed è entrato nel marketing.
Chi controlla le pubblicità degli integratori?
In Italia la vigilanza è divisa. Il Ministero della Salute si occupa degli integratori e delle loro etichette, mentre l’AGCM, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, interviene sulle pubblicità ingannevoli e può sanzionarle. Le foto “prima e dopo” e le promesse dimagranti su un integratore rientrano proprio in quel perimetro. Un controllo esiste, ma arriva dopo, e non sostituisce la tua lettura dell’etichetta.
I claim valgono anche per i prodotti extra-UE comprati online?
Le regole europee valgono per ciò che è immesso sul mercato dell’Unione. Un prodotto acquistato da un sito extra-UE può riportare claim che qui non sarebbero ammessi, e può contenere ingredienti o dosaggi non consentiti. Non avere il testo in italiano e le avvertenze secondo le nostre norme è già un segnale: stai comprando fuori da quel sistema di controlli, con tutto ciò che comporta.
Un integratore senza claim è illegale?
No, al contrario. Un integratore può esistere senza vantare alcun effetto sulla salute: apporta semplicemente una sostanza, e questo basta. L’assenza di claim roboanti non è un difetto, spesso è un segno di serietà. Il problema non è il prodotto che dice poco, è quello che dice molto più di quanto la legge gli consenta.
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