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Casa e pulizia

Faretti solari da esterno: dove metterli per avere luce tutta la notte

Come funziona il pannello, come si sceglie il punto guardando il sole di mezzogiorno, che luce fa e la manutenzione che allunga l’autonomia.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Solar Body Lamp

Un faretto solare fa una cosa che nessuna lampada a rete sa fare: mette luce dove la corrente non arriva, la sera stessa in cui lo compri, senza tirare un filo, senza chiamare un elettricista e senza aggiungere un centesimo alla bolletta. Il gradino d’ingresso al buio, il muro di recinzione in fondo al giardino, il terrazzo in affitto dove non puoi fare tracce nel muro: sono tutti posti in cui il solare è la soluzione, non il ripiego.

E funziona bene, a una condizione sola: che il pannello prenda sole. Tutto quello che c’è da sapere su questi prodotti gira attorno a quella frase. Scegli bene il punto e hai luce dalla sera all’alba; scegli male e la stessa lampada, identica, ti dura mezza serata. Questa guida serve a scegliere bene, così il faretto rende al massimo fin dalla prima notte.

Come lavora un faretto solare

Il meccanismo sta in tre pezzi, e capirlo aiuta a montarlo nel posto giusto. Un pannello fotovoltaico raccoglie la luce del giorno e la trasforma in corrente. Una batteria interna la immagazzina. Al calare della sera la lampada si accende da sola, perché è il pannello stesso a fare da sensore crepuscolare: quando smette di ricevere luce, sa che è ora di accendere i LED. All’alba si spegne e ricomincia a caricare. Nessun interruttore da ricordarsi, nessun timer da programmare, nessuna presa.

Da qui nasce l’unica regola che conta: la lampada di notte restituisce l’energia che il pannello ha raccolto di giorno. Non ha una durata fissa scritta sulla scatola, ha una batteria che si riempie e si svuota. Se il pannello passa la giornata al sole, la sera la batteria è piena e la luce copre tutta la notte. Se il pannello passa la giornata all’ombra di una gronda, la batteria arriva a sera mezza vuota, e la colpa non è della lampada.

Scegli il punto guardando il sole di mezzogiorno

Questo è il consiglio che vale più di qualsiasi scheda tecnica, ed è anche il più facile da applicare. Quando decidi dove montare il faretto, non guardare il muro: guarda il cielo. La domanda giusta non è «dove sta bene», è «questo punto vede il sole nelle ore centrali della giornata?».

Il modo pratico di rispondere è uscire a mezzogiorno e guardare il posto che hai in mente. Se a quell’ora è in pieno sole, il pannello si caricherà tutti i giorni e l’autonomia sarà quella massima. Se a mezzogiorno c’è ombra, quella stessa ombra ci sarà tutto l’anno, e d’inverno peggiorerà. Le insidie tipiche sono tre e si riconoscono a occhio: la gronda che sporge, il ramo dell’albero che di mattina sembra innocuo, la tettoia del vicino. Un’ombra anche parziale per qualche ora taglia la carica più di quanto si immagini.

L’esposizione ideale è verso sud, che alle nostre latitudini è la direzione che prende più sole nell’arco della giornata. Est e ovest funzionano bene comunque, prendono sole per mezza giornata piena. Nord è l’unico da evitare, salvo che quel muro sia libero e luminoso. E ancora: il pannello deve essere inclinato verso l’alto, non verticale, perché così intercetta più luce.

Il montaggio: due viti e dieci minuti

Il bello del solare è che l’installazione non richiede nulla che tu non abbia già. Niente traccia nel muro, niente canalina, niente cavo da far passare, niente elettricista da aspettare e da pagare. Si segna il punto, si fanno due fori con il trapano, si mettono i tasselli, si avvita la staffa o il corpo della lampada. Dieci minuti a faretto, e la stessa sera è già acceso.

È esattamente così che si monta l’applique che abbiamo verificato, il faretto solare da esterno Solar Body Lamp (voto 7,0): un corpo piatto e allungato, il pannello sopra e i LED sul fronte, due viti e via. Arriva in confezione da due, che è la quantità giusta per fare un lavoro finito invece di un esperimento: i due lati di una porta, l’ingresso e il terrazzo, due punti lungo il vialetto. La protezione dichiarata è IP65, cioè resta fuori tutto l’anno sotto pioggia, gelo e sole d’agosto senza doverla ritirare.

Un’accortezza sola sul montaggio: non installarlo dove l’acqua può ristagnare, e non puntargli addosso l’idropulitrice. L’IP65 protegge dai getti, non dall’immersione.

Che luce fa, e come sceglierla

I faretti solari da parete fanno luce d’atmosfera e di orientamento: illuminano il muro su cui sono montati e la zona attorno, quindi il gradino, l’angolo del terrazzo, il tratto di vialetto sotto di sé. Nei modelli a doppio fascio, come quello che abbiamo provato, la luce esce verso l’alto e verso il basso e disegna sul muro due ventagli netti: di sera la facciata cambia faccia, e l’effetto è quello di un’applique da esterno vera, senza il cavo dietro.

Sulla tonalità vale la pena pensarci prima di ordinare, perché fa una differenza enorme. La luce bianca calda, dorata, è accogliente e su un muro di casa, su un ingresso o su un terrazzo fa una figura molto migliore. La bianca fredda è più netta e tecnica, rende meglio i dettagli e va benissimo per un garage, un ingresso di servizio, un passaggio dove conta vedere bene dove metti i piedi. È la differenza fra una luce che sembra di casa e una che sembra di magazzino: scegli in base alla scena, non alla scheda.

Sui lumen la regola pratica è semplice: per segnare una porta, una scala o un tratto di terrazzo bastano poche centinaia di lumen, ed è il terreno naturale di questi prodotti. Se invece vuoi vedere in fondo al giardino a venti metri, quello è un proiettore, ed è un’altra categoria. Comprare il faretto solare da parete aspettandosi un faro è l’unico modo per restare delusi da un prodotto che, per quello che fa, funziona benissimo.

L’inverno: come tenerlo acceso anche a gennaio

D’estate va tutto da sé: le giornate sono lunghe, il sole è alto, la batteria arriva a sera piena e la luce copre la notte senza sforzo. D’inverno il pannello ha meno ore e meno sole per lavorare, e la carica accumulata è inferiore. Non è un difetto del prodotto, è come funziona il fotovoltaico, e la buona notizia è che ci sono tre mosse che recuperano quasi tutto.

La prima è quella di prima: il punto. Un faretto montato a sud, libero da ombre, d’inverno raccoglie molto più di uno montato sotto una gronda, e la differenza si vede tutta a gennaio. La seconda è la pulizia del pannello, di cui parliamo qui sotto, perché in inverno ogni raggio conta. La terza è preferire, quando il modello lo consente, la modalità a intensità ridotta o quella che si alza solo quando serve: consuma meno e allunga la notte.

Detto in modo pratico: chi sceglie il punto guardando il sole di mezzogiorno arriva all’inverno con la luce accesa. Chi monta la lampada dove faceva comodo, e basta, se ne accorge a dicembre.

La manutenzione che rende: pulire il pannello

È la cosa più semplice e più redditizia che puoi fare, e quasi nessuno la fa. Sul pannello si depositano polvere, pollini, salsedine, i residui dei temporali di sabbia e il calcare dell’acqua piovana. Quello strato sottile, che a occhio sembra niente, riduce la luce che arriva alle celle e quindi taglia la carica.

Una passata di panno umido ogni tanto, soprattutto a fine inverno e dopo i temporali, restituisce autonomia senza spendere un euro. Sono due minuti, due volte l’anno. È anche il modo migliore per far durare la batteria: una batteria che si riempie tutti i giorni invecchia meglio di una che resta cronicamente a mezzo servizio.

Domande frequenti

Dove va montato perché renda al massimo?

Nel punto che vede il cielo per più ore possibile. Esposizione a sud, pannello inclinato verso l’alto, nessuna gronda e nessun ramo che facciano ombra nelle ore centrali. Il modo pratico di sceglierlo è uscire a mezzogiorno e guardare: se lì c’è sole, l’autonomia sarà quella piena tutto l’anno.

Funziona anche d’inverno?

Sì, e la differenza la fa la posizione. D’inverno le giornate sono corte e il sole è basso, quindi il pannello raccoglie meno di quanto raccoglie a luglio: un faretto ben esposto e con il pannello pulito continua a coprire la serata, uno montato all’ombra si accorcia. Scegli il punto pensando a gennaio, non ad agosto, e l’inverno non è un problema.

Resiste alla pioggia e al gelo?

Sì, se ha un grado di protezione adeguato. Un IP65 come quello del Solar Body Lamp resiste alla polvere e ai getti d’acqua, quindi pioggia battente, neve e gelate notturne rientrano nel normale uso all’aperto e la lampada resta montata tutto l’anno. Va solo evitata l’installazione in punti dove l’acqua ristagna.

Meglio luce calda o fredda per esterni?

Dipende dalla scena. La calda, dorata, è più accogliente e sta meglio su una facciata di casa, su un ingresso o su un terrazzo. La fredda rende meglio i dettagli e trasmette più luminosità, quindi è la scelta giusta per garage, passaggi e ingressi di servizio. Alcuni modelli permettono di alternare le due tonalità.

Quante lampade servono?

Dipende da cosa vuoi illuminare, ma una sola quasi mai basta. Due lampade coprono i due lati di una porta, oppure l’ingresso e il terrazzo, oppure due punti lungo il vialetto: è la ragione per cui la confezione da due è la più sensata, e permette di completare il lavoro senza doverne ordinare un’altra dopo una settimana.

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