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Casa e pulizia

Stendino elettrico: consumi veri e confronto con asciugatrice

Lo stendino elettrico consuma tanto? Il calcolo del costo per ciclo e il confronto onesto con l'asciugatrice a pompa di calore, numeri alla mano.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Stendino Elettrico

La parola “elettrico” spaventa in bolletta, ma i numeri raccontano un’altra storia. Uno stendino riscaldato assorbe poca potenza per molte ore; un’asciugatrice a pompa di calore assorbe di più ma per poco. Il costo per ciclo dei due, spesso, è più vicino di quanto ti aspetti: si parla di qualche decina di centesimi da una parte e dall’altra. La differenza vera non è la spesa, è cosa asciughi e in quanto tempo.

Quanto consuma uno stendino elettrico

Poco per ora, ma per tante ore. Ed è qui il trucco del conto. La potenza tipica di questi apparecchi si aggira indicativamente sui 200-300 watt, che è pochissimo: quanto una vecchia lampadina grande, non quanto un forno.

Il calcolo è semplice: watt diviso mille, per le ore, per la tariffa. Prendiamo un caso medio con 0,25 €/kWh. Uno stendino da 250 W tenuto acceso 6 ore consuma 1,5 kWh, cioè circa 0,38 € a carico. Se lo tieni meno, quattro ore a 200 W, scendi a 0,20 €. Se esageri, otto ore a 300 W, sali verso 0,60 €. La forbice realistica per un carico sta lì: tra venti e sessanta centesimi. Non è gratis, ma non è nemmeno il salasso che la parola “elettrico” fa temere.

Fai lo stesso conto con la tua tariffa reale, che trovi in bolletta alla voce del prezzo dell’energia: se paghi 0,30 €/kWh, moltiplica quei consumi per 1,2; se hai una tariffa bioraria e lo usi la sera nella fascia più cara, sale ancora un po’. È un esercizio da due minuti che ti dà il numero vero della tua casa, non quello medio. E ridimensiona la paura: anche nel caso peggiore, tre carichi a settimana per un mese sono qualche euro, non decine. La bassa potenza è la chiave di tutto: uno stendino assorbe quanto un paio di lampadine, non quanto un forno o un phon, che stanno sui 1.500-2.000 W. È per questo che può stare acceso ore senza pesare come pesa mezz’ora di forno.

Quanto consuma un’asciugatrice

Dipende tutto dalla classe, e qui le differenze sono enormi. Un’asciugatrice moderna a pompa di calore, classe A+++, consuma circa 1,5-2 kWh per un ciclo pieno: con la stessa tariffa di prima, fanno 0,40-0,50 €. Vicinissimo allo stendino, e in molto meno tempo.

Il discorso cambia se hai un modello vecchio. Un’asciugatrice a condensazione di classe B o inferiore, di quelle di dieci-quindici anni fa, arriva tranquillamente a 3,5-4 kWh per ciclo, cioè quasi 1 € a carico, il doppio o il triplo di uno stendino. È il motivo per cui non esiste una risposta unica: confrontare uno stendino con un’asciugatrice nuova è un conto, confrontarlo con quella ereditata dalla nonna è un altro.

Il confronto che conta: costo per ciclo e tempo

Metti i due numeri vicini e la sorpresa è che si assomigliano. Stendino elettrico: 0,20-0,60 € a carico. Asciugatrice a pompa di calore recente: 0,40-0,50 €. Sullo stesso ordine di grandezza, insomma. Ma il costo è metà del ragionamento. L’altra metà è il tempo.

L’asciugatrice ti restituisce il bucato asciutto e caldo in due-tre ore, senza che tu faccia niente. Lo stendino ci mette quattro-otto ore e ti chiede di girare i capi a metà. Se il tuo problema è la comodità e hai spazio e budget, l’asciugatrice vince a mani basse. Se il tuo problema è non poter installare niente e non voler spendere centinaia di euro, lo stendino fa il suo lavoro a una frazione del prezzo d’acquisto.

C’è poi la spesa d’acquisto, che nel confronto per ciclo si dimentica sempre e che invece pesa. Un’asciugatrice a pompa di calore nuova parte da qualche centinaio di euro e vuole un posto fisso dove stare; uno stendino elettrico costa una frazione e si piega contro un muro quando hai finito. Per chi lava il bucato di una persona sola, o vive in affitto e cambia casa ogni due anni, ammortizzare centinaia di euro di asciugatrice non ha senso: prima che il risparmio per ciclo ripaghi la differenza di prezzo passano anni. È il vero motivo per cui lo stendino elettrico esiste e vende, non il consumo. Il confronto pieno di tutte le opzioni sta in come asciugare il bucato in casa.

Cosa asciuga bene lo stendino e cosa no

Sui capi leggeri e medi va benissimo: magliette, intimo, camicie, lenzuola sottili, tutto quello che appoggi bene sulle otto barre riscaldanti. Il calore arriva diretto sul tessuto e i tempi si accorciano davvero rispetto allo stendino freddo.

Dove fatica è sui capi pesanti e spessi. Un paio di jeans, una felpa di cotone pesante, un asciugamano grosso: il calore penetra solo dove il capo tocca la barra, e le parti che pendono nel vuoto restano indietro. Nei nostri test la soluzione c’è, ed è banale: a metà asciugatura giri il capo, così scaldi anche l’altro lato. Funziona, ma richiede che tu ci sia. Se cerchi il “metti e dimentica” sui carichi pesanti, questo non è lo strumento giusto.

Un modo per spremere di più dalle barre è distribuire bene il carico. Metti i capi pesanti a diretto contatto con i tubi, dove il calore è maggiore, e appendi quelli leggeri sopra e ai lati, dove basta l’aria tiepida che sale. Non ammassare: due strati sovrapposti e la barra scalda solo il primo. Molti modelli hanno un telo o una copertura da mettere sopra proprio per trattenere il calore intorno ai panni, come una piccola serra: se il tuo ce l’ha, usalo, perché accorcia i tempi e a parità di ore ti fa consumare meno. È il classico dettaglio che le inserzioni non spiegano e che invece cambia il risultato.

Il fattore dimenticato: lo stendino deumidifica zero

Nessuno lo scrive nelle inserzioni, e invece cambia tutto. Lo stendino scalda i capi, non l’aria, e l’acqua che tira fuori dai vestiti finisce comunque nella stanza. Non la raccoglie, non la butta fuori: la sposta dai panni all’ambiente.

Vuol dire che se lo usi in una stanza chiusa, hai i panni asciutti ma l’umidità è salita lo stesso, con tutto quel che comporta per condensa e muffa. Un’asciugatrice invece l’acqua la raccoglie nella tanica o la manda allo scarico: la toglie di mezzo. È il vantaggio nascosto dell’asciugatrice che il confronto in euro non mostra. Con lo stendino elettrico devi comunque garantire un ricambio d’aria, finestra a fessura o deumidificatore, altrimenti risolvi un problema e ne apri un altro.

C’è anche un risvolto sui consumi, ed è che questo fattore può ribaltare il conto. Se per far asciugare i panni con lo stendino devi tenere acceso anche un deumidificatore, sommi i due consumi e il vantaggio in bolletta rispetto all’asciugatrice si assottiglia. Nei nostri test il modo più efficiente di usarlo è in una stanza piccola con la porta chiusa e la finestra a fessura: il ricambio è gratis, i tempi restano contenuti e non aggiungi apparecchi. Se invece la tua casa è così umida da richiedere il deumidificatore sempre acceso, allora tanto vale valutare direttamente l’asciugatrice, che quell’acqua la gestisce da sola.

Verdetto per profili

Nessun verdetto assoluto, e chi te lo dà mente: dipende dalla classe della tua asciugatrice e da come vivi la casa. Detto questo, tre indicazioni pratiche.

Se puoi installare un’asciugatrice e la compri nuova a pompa di calore, prendila: costa poco per ciclo, asciuga in fretta e deumidifica da sola. Se non puoi installare niente, o vivi in affitto e non vuoi spese fisse, il stendino elettrico è la scelta sensata: spesa d’acquisto contenuta, consumo per carico di qualche decina di centesimi, ottimo sui capi leggeri. Se hai un’asciugatrice vecchia di classe B che divora corrente, valuta seriamente di sostituirla o affiancarla: su quel confronto lo stendino vince persino in bolletta.

Se dovessimo dare un solo consiglio a chi è indeciso, sarebbe questo: smetti di guardare l’etichetta “elettrico” con sospetto e guarda invece cosa ti serve davvero. Il consumo di uno stendino, misurato, è tra le voci più piccole della bolletta di casa, molto sotto ciò che immagini. Il vero criterio di scelta non è la corrente, è il tempo che sei disposto ad aspettare e lo spazio che hai. Deciso quello, il costo si rivela un dettaglio, non l’ostacolo che sembrava all’inizio.

Domande frequenti

Lo stendino elettrico consuma più dell’asciugatrice?

Di solito no, ma dipende dalla classe. Rispetto a un’asciugatrice a pompa di calore recente i costi per ciclo si assomigliano, sui venti-cinquanta centesimi. Rispetto a un modello vecchio di classe B lo stendino consuma nettamente meno. La sua bassa potenza compensa le molte ore di funzionamento, quindi in bolletta non è il divoratore che sembra.

Quanto ci mette ad asciugare un carico?

Tra quattro e otto ore, secondo il tipo di capi e l’umidità della stanza. I tessuti leggeri come magliette e intimo sono pronti prima; jeans e asciugamani vogliono più tempo e conviene girarli a metà. È più lento di un’asciugatrice, che chiude in due-tre ore, ma molto più rapido dello stendino freddo, che d’inverno può metterci giorni.

Si può lasciare acceso di notte?

Meglio evitare le notti intere: alzi il consumo e l’umidità nella stanza senza controllarla. Molti modelli hanno lo spegnimento automatico proprio per questo. Se ti serve la notte, tieni la porta della stanza chiusa e una finestra a fessura, e stacca appena i capi sono asciutti. Lasciarlo acceso a vuoto per ore è solo spreco.

Asciuga anche jeans e asciugamani?

Sì, ma con più tempo e un accorgimento. Sui capi spessi il calore penetra solo dove il tessuto tocca la barra, quindi le parti che pendono restano indietro. A metà asciugatura giri il capo e scaldi anche l’altro lato. Con questa mossa jeans e asciugamani asciugano bene; senza, rischi che restino umidi all’interno.

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