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Occhiali da lettura e presbiopia: la guida senza illusioni

Occhiali da lettura per la presbiopia: i premontati fanno male? I limiti veri, come scegliere la gradazione e quando serve l'ottico.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Occhiali da sole da lettura OnePower

Allunghi il braccio per leggere il menu, e a un certo punto il braccio non basta più. È la presbiopia, e i premontati da 15-30 euro che vedi ovunque risolvono davvero il problema pratico. Ma prima di comprarli fai una visita oculistica: non per la gradazione, per escludere che dietro la vista annebbiata ci sia altro. Il resto di questa guida parte da qui.

Cos’è la presbiopia, in due frasi

È l’irrigidimento naturale del cristallino, la lente dentro l’occhio, che dopo una certa età non riesce più a mettere a fuoco da vicino. Non è una malattia, è un fatto anagrafico come i capelli bianchi: compare intorno ai 40-45 anni, avanza gradualmente per un paio di decenni e poi tende a stabilizzarsi.

Il risultato lo conoscono tutti quelli che l’hanno passata: il foglietto delle medicine illeggibile, il telefono tenuto a distanza di braccio, il menu del ristorante che si allontana da solo. Si compensa con una lente positiva, quella che chiamiamo occhiale da lettura, che fa il lavoro di messa a fuoco che il cristallino non fa più. Non lo cura e non lo rallenta, lo sostituisce finché lo indossi.

I premontati fanno male agli occhi?

No, un occhiale da lettura premontato non danneggia la vista, e su questo gli oculisti sono concordi. È la paura numero uno di chi li compra, alimentata dall’idea che “l’occhiale sbagliato rovina l’occhio”, e va sgonfiata subito.

Cosa può succedere, al massimo, se la gradazione non è quella giusta: mal di testa, occhi affaticati, una leggera nausea dopo una lettura lunga. Sono fastidi, non danni, e spariscono nel momento in cui togli gli occhiali o passi alla gradazione corretta. L’occhio non “si abitua male” e non peggiora perché hai usato una lente da banco invece di una su misura. La differenza tra premontato e occhiale dell’ottico non è tra sano e dannoso, è tra approssimativo e preciso, ed è tutt’altro discorso, quello del paragrafo dopo.

Resta un punto fermo che ripetiamo perché conta: i premontati non fanno male, ma non sostituiscono il controllo. Se la difficoltà a leggere è comparsa all’improvviso, se un occhio vede diverso dall’altro, o se arrivano mal di testa e visione doppia, quello non è lavoro da occhiale comprato online.

I limiti veri: due occhi uguali, niente astigmatismo

Il limite dei premontati non è la sicurezza, è la precisione, e sta tutto in una parola: sono standard. La stessa lente per l’occhio destro e per il sinistro, la stessa distanza tra i centri ottici per tutti, nessuna correzione dell’astigmatismo.

Nella pratica questo significa tre cose. La prima: se i tuoi due occhi hanno bisogni diversi, e capita spesso, un premontato accontenta il più debole e forza l’altro. La seconda: se hai astigmatismo, cioè quella lieve deformazione che sfoca e sdoppia i contorni, il premontato non lo corregge, perché servirebbe una lente cilindrica costruita sull’asse del tuo occhio. La terza: la distanza tra le pupille di serie è una media, e se la tua è lontana da quella media gli occhi lavorano un po’ storti, con affaticamento sulle letture lunghe.

Per un uso occasionale, il menu, l’etichetta, il messaggio sul telefono, questi limiti quasi non si sentono. Per chi legge ore ogni giorno, si sentono eccome, ed è lì che l’occhiale su misura vale la spesa in più.

Sul prezzo la differenza è netta, e spiega perché i premontati esistono. Un paio da banco costa intorno ai 15-30 euro, quanto un pranzo, mentre un occhiale su misura dall’ottico parte da un centinaio di euro e sale a seconda delle lenti. Non stai pagando la stessa cosa a prezzi diversi: nel premontato compri una lente media buona per tutti, nell’occhiale dell’ottico compri una lente costruita sui tuoi due occhi. Per il comodino e la borsa il primo basta e avanza; per otto ore al giorno il secondo si ripaga in comodità.

Quando bastano e quando serve l’ottico

Bastano per il vicino, occasionale e alla luce buona; serve l’ottico quando la lettura è il tuo mestiere o quando qualcosa non torna. La linea di demarcazione è abbastanza netta da poterla usare come regola.

Vanno benissimo i premontati se ti servono per leggere di tanto in tanto, se i due occhi sono simili, se non hai astigmatismo importante e se l’ultima visita non è lontana nel tempo. Sono comodi come secondo paio da lasciare in cucina, in borsa o in auto senza il timore di rovinare un occhiale costoso. Una variante utile è quella da sole: gli OnePower da lettura che abbiamo provato mettono a fuoco il vicino ma sono scuri, così leggi al sole in spiaggia senza alternare due paia di occhiali. Prendono 7, con lo stesso limite di ogni lente universale: il campo perfettamente nitido è più stretto di quello di una lente dedicata, e vanno tolti alla guida perché sfocano il lontano.

Serve l’ottico, invece, se passi la giornata sui documenti o sullo schermo, se un occhio vede diverso dall’altro, se hai astigmatismo, o semplicemente se sono passati anni dall’ultimo controllo. In quel caso l’occhiale su misura non è un lusso, è lo strumento giusto, e la visita che lo precede fa anche il lavoro di prevenzione che nessun premontato può fare.

Se sono anche da sole, controlla la protezione UV

Su un occhiale da lettura scuro la protezione dai raggi ultravioletti è l’unica cosa che non puoi dare per scontata, e c’è un motivo controintuitivo. Una lente scura fa dilatare la pupilla, che quindi lascia entrare più luce: se quella lente non filtra gli ultravioletti, l’occhio finisce per riceverne più che a occhio nudo. Un occhiale scuro senza protezione UV è peggio di nessun occhiale.

Il problema è che molti premontati da sole insistono sulla gradazione e sull’offerta due al prezzo di uno, ma non dichiarano in modo verificabile una categoria di filtro o una sigla come UV400. Non significa per forza che la protezione manchi, significa che va cercata sull’etichetta o sulla scheda del venditore, e che chiedere conferma prima di ordinare è più che legittimo. Sul modello che abbiamo provato è proprio uno dei due motivi per cui il voto resta sotto l’otto. Se invece i tuoi premontati sono trasparenti, da usare in casa o sotto una lampada, il discorso UV non ti riguarda: conta solo la gradazione.

Come scegliere la gradazione di partenza

Se decidi per i premontati, la gradazione la scegli in base all’età e alla distanza a cui leggi. La regola empirica, quella che usano anche in farmacia, è indicativa ma funziona come punto di partenza.

Intorno ai 45 anni si parte di solito da +1,00. Verso i 50 si sale a +1,50. Dopo i 55 si arriva spesso a +2,00 o +2,50. Il valore giusto è quello che ti fa leggere comodo alla tua distanza abituale, trenta o quaranta centimetri, senza allontanare il foglio e senza avvicinarlo troppo al naso. Se con una gradazione devi tendere le braccia, è troppo bassa; se devi portare il libro sotto il mento, è troppo alta.

Il modo più semplice per non sbagliare l’acquisto online è provarli seduto, con un testo alla tua distanza reale di lettura, e non tenerli a mezz’aria davanti al viso come si fa d’istinto in negozio. Un errore che vale la pena evitare è comprare la gradazione più alta “per stare tranquilli”: una lente troppo forte accorcia il fuoco, ti costringe ad avvicinare il libro e affatica gli occhi più di una lente giusta. Meglio partire dal valore più basso della tua fascia d’età e salire solo quando serve davvero. Sulla montatura, invece, c’è poco da studiare: quelle premontate sono in plastica leggera e sobria, pensate per non farsi notare, e non è quello il motivo per cui le compri.

Un’alternativa pratica al dover indovinare la diottria sono i premontati a lente universale, dove un’unica lente copre l’intera scala e il fuoco lo trovi tu abbassando lo sguardo lungo la lente. È comodo per chi non conosce il proprio valore, ed è lo stesso principio degli occhiali da sole da lettura di cui sopra. Il compromesso è quello di sempre: la zona nitida è più piccola, e la testa va tenuta un po’ più ferma di quanto faresti con una lente dedicata alla tua gradazione.

Domande frequenti

Gli occhiali premontati rovinano la vista?

No. Un occhiale da lettura standard non danneggia l’occhio: al massimo, se la gradazione è sbagliata, provoca mal di testa e affaticamento, che spariscono togliendoli o passando al valore giusto. La differenza con l’occhiale dell’ottico è la precisione, non la sicurezza. Restano un ausilio pratico, non un sostituto della visita.

Ogni quanto cambia la gradazione?

La presbiopia avanza gradualmente tra i 45 e i 60 anni circa, quindi la gradazione tende a salire di mezza diottria ogni pochi anni, poi si stabilizza. In pratica te ne accorgi da solo: quando con l’occhiale di adesso ricominci ad allontanare il foglio, è ora di salire di un gradino. Un controllo periodico dall’ottico o dall’oculista resta la via sicura.

Posso usarli per il computer?

Con cautela. I premontati da lettura sono tarati sui 30-40 centimetri del libro, mentre lo schermo di solito sta a 50-70, una distanza intermedia per cui la gradazione da lettura risulta un po’ troppo forte. Per un uso occasionale vanno, per otto ore al giorno davanti al monitor conviene un occhiale pensato per quella distanza, che l’ottico costruisce apposta.

Serve comunque una visita oculistica?

Sì, ed è la cosa più importante di tutta questa guida. La visita non serve solo a stabilire la gradazione: serve a escludere che dietro la vista annebbiata ci siano altre cose, dalla pressione oculare alta alla cataratta iniziale, che con l’occhio sfocato non c’entrano nulla. Comprare i premontati va bene, ma prima fai il controllo.

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