CarPlay e Android Auto su un’auto vecchia: come averli senza cambiare l’autoradio
Come avere CarPlay e Android Auto su un’auto senza display: lo schermo autonomo che si monta in cinque minuti, l’autoradio nuova e l’adattatore.
L’auto va benissimo, ha ancora anni davanti e non c’è nessuna ragione di cambiarla. Solo che a bordo c’è un’autoradio con lo slot del CD, e il telefono vive incastrato in una pinza appesa alla bocchetta dell’aria, con il cavo che penzola e le indicazioni da leggere strizzando gli occhi. La buona notizia è che CarPlay e Android Auto si possono avere lo stesso, oggi, senza smontare la plancia e senza spendere una cifra. Le strade sono tre, e la più semplice si monta in cinque minuti.
Le tre strade, con i prezzi
Uno schermo autonomo da appoggiare sul cruscotto, dai 60 ai 150 euro, che porta CarPlay e Android Auto su qualunque auto, anche senza display di serie. Un’autoradio aftermarket con CarPlay integrato, dai 150 ai 400 euro più il montaggio, che sostituisce quella di fabbrica. Oppure, se la tua auto ha già CarPlay ma solo attaccando il telefono con il filo, un adattatore da poche decine di euro che lo rende senza fili.
Quale sia la tua strada lo decide un controllo di dieci secondi sulla plancia. Se collegando il telefono con il cavo compare la griglia di icone di CarPlay, hai già il sistema e ti serve al massimo l’adattatore. Se invece hai un’autoradio senza schermo, sei nel caso più comune, quello delle auto del 2005-2015, e le strade utili sono le prime due. Vediamole in ordine di semplicità.
Lo schermo autonomo: la strada più semplice
È un display touch a sé stante, con il suo processore, che si appoggia sul cruscotto e riceve CarPlay o Android Auto dal telefono. Non dialoga con l’elettronica dell’auto, non si collega all’autoradio e non richiede di smontare niente: è indipendente, e per questo funziona su qualunque vettura, dall’utilitaria di quindici anni al furgone da lavoro. L’anno e il modello dell’auto, semplicemente, non contano.
Quello che abbiamo verificato è questo schermo CarPlay portatile, che nella nostra prova ha preso 7. Il risultato è quello che ti aspetti da un’auto nuova: mappe grandi e leggibili sul cruscotto, Google Maps o Waze aggiornati in tempo reale, la musica e i podcast con le copertine, le chiamate in vivavoce, i messaggi dettati e letti dall’assistente vocale. E il telefono che resta in tasca per tutto il viaggio, invece di scivolare dalla pinza a ogni dosso. Su un’auto senza display, è la trasformazione più concreta che si possa fare con meno di cento euro.
Come si monta: cinque minuti e nessun attrezzo
Il supporto è a ventosa, con un braccio snodato che permette di orientare il display verso chi guida. Si sceglie il punto, si preme la ventosa, si aggancia lo schermo, si regola l’inclinazione. Nessuna vite, nessun filo da tagliare, nessun elettrauto: cinque minuti e sei operativo.
L’unica cosa che vale la pena fare con calma è scegliere la posizione. Prima di fissare la ventosa, siediti al posto di guida, sistema il display dove ti sembra comodo e guarda la strada come se stessi guidando: il display non deve coprire nemmeno un pezzo di parabrezza, non deve nascondere gli specchietti e non deve finire nell’area di apertura dell’airbag. Nella maggior parte delle auto la posizione giusta è bassa e centrale, sopra la console. Fatto bene, uno schermo aggiuntivo è perfettamente legale e si guarda con un movimento degli occhi molto più breve di quello che serviva per il telefono appeso alla bocchetta.
Come si alimenta
Il display si alimenta via USB, in pratica dalla presa dell’accendisigari, con il cavo che viene fornito. È l’unico filo in vista, e conviene farlo passare lungo il bordo della plancia per tenerlo in ordine.
Il secondo consiglio pratico riguarda il telefono, perché è lui a fare il lavoro pesante: le mappe, la posizione GPS e la connessione dati arrivano da lì, e lo schermo le mostra in grande. Nei viaggi lunghi conviene quindi tenere il telefono sotto carica, con un caricatore da auto a doppia presa, così alimenti display e telefono insieme. Sempre per la stessa ragione, se guidi in zone dove il campo va e viene, scarica in anticipo le mappe offline della zona: il navigatore si comporterà come si comporta sul telefono, cioè bene.
Come si collega il telefono
Il collegamento è senza fili e usa Bluetooth e Wi-Fi. La prima volta si fa l’accoppiamento da fermi, a motore acceso: si accende il display, si cerca il dispositivo dal telefono, si conferma. Dura un minuto.
Dalla seconda volta in poi non devi fare più niente. Sali in auto, il display si accende con il quadro, e dopo qualche secondo compare la schermata di CarPlay o di Android Auto con le sue icone, esattamente come su un’auto di fabbrica. Da lì in avanti si usa la voce: «Ehi Siri, portami a…» oppure «Ok Google, chiama…», con le mani che restano sul volante. Gli schermi di questa categoria supportano quasi sempre sia CarPlay per iPhone sia Android Auto per i telefoni Android, il che li rende comodi anche nelle famiglie dove i due telefoni convivono e l’auto la guidano entrambi.
L’audio: come farlo arrivare alle casse
È la domanda giusta da fare al venditore prima di ordinare, perché decide se lo schermo sarà solo il tuo navigatore o anche il tuo impianto musicale. Nella categoria il suono viaggia in uno di tre modi, e sapere quale monta il modello che stai guardando ti fa scegliere bene.
L’altoparlante integrato nel display è il più immediato e per le indicazioni del navigatore è più che sufficiente. Il trasmettitore FM manda l’audio all’autoradio sintonizzata su una frequenza libera, e sfrutta le casse dell’auto: ottima soluzione, con l’accortezza di trovare una frequenza davvero libera nella zona in cui guidi di solito. L’uscita AUX via cavo è la migliore in assoluto per qualità, ed è la strada da preferire se la tua autoradio ha l’ingresso: audio pulito, nessuna interferenza, la musica esce dalle casse come se fosse la radio. Guarda dietro l’autoradio o sul frontalino: se c’è un ingresso jack, sei fortunato.
L’autoradio nuova: quando vale la spesa
L’autoradio aftermarket è la soluzione esteticamente più pulita. È un apparecchio nuovo, con CarPlay e Android Auto integrati, che prende il posto di quello di serie nel vano DIN della plancia: niente ventosa, niente cavo in vista, l’audio che passa dalle casse in modo nativo e la qualità che ne consegue. Sembra montata di fabbrica, perché di fatto lo è.
Il costo varia a seconda dello schermo e delle funzioni, a cui si aggiunge il montaggio dall’elettrauto. Prima di comprare conviene verificare due cose: il formato del vano (le autoradio esistono in misura singola, 1 DIN, e doppia, 2 DIN, e un display generoso richiede il 2 DIN) e i comandi al volante, che su molte auto si conservano con un’interfaccia CAN-bus e un cablaggio dedicato. Sono dettagli che l’elettrauto conosce a memoria. È la scelta giusta per chi tiene l’auto ancora a lungo, ci passa molte ore e vuole l’integrazione definitiva.
L’adattatore wireless: se hai già CarPlay via cavo
Se la tua auto CarPlay ce l’ha già ma solo con il filo, l’adattatore è quasi un affare: una scatoletta che si infila nella presa USB del sistema di serie e rende senza fili il CarPlay che hai. Costa poche decine di euro, il montaggio dura trenta secondi e poi te ne dimentichi: sali in auto e il telefono si collega da solo, senza tirare fuori il cavo.
L’unica cosa da sapere è che serve a chi lo schermo ce l’ha già. Se collegando il telefono alla USB la tua plancia non mostra CarPlay, la strada giusta è una delle prime due. Vale la pena controllarlo prima di ordinare, così scegli il prodotto che risolve davvero il tuo caso.
Confronto: cosa scegliere
| Opzione | Costo | Montaggio | Per chi |
|---|---|---|---|
| Schermo autonomo | 60-150 € | 5 minuti, nessun attrezzo | Auto senza display: la strada più semplice ed economica |
| Autoradio aftermarket | 150-400 € più 50-100 € di montaggio | Elettrauto | Chi tiene l’auto a lungo e vuole l’integrazione di fabbrica |
| Adattatore wireless | Poche decine di € | 30 secondi | Chi ha già CarPlay via cavo e lo vuole senza fili |
Per la maggior parte delle auto vecchie senza display, la nostra scelta consigliata è lo schermo autonomo, e il motivo è uno solo: il rapporto tra quello che ottieni e quello che spendi non ha rivali in questa categoria. In più è l’unica opzione che ti porti dietro. Se un domani cambi auto, lo stacchi dalla ventosa e lo rimonti sull’altra in cinque minuti, come si faceva con il navigatore di una volta, mentre un’autoradio nuova resta sull’auto che vendi. Fa parte degli accessori auto che consigliamo a chi guida una vettura datata e non ha nessuna intenzione di cambiarla.
Come usarlo bene alla guida
Il vantaggio vero di CarPlay non è solo lo schermo più grande, è che ti permette di fare poche cose, con la voce, senza smettere di guardare la strada. Vale la pena impostare tutto da fermi: l’accoppiamento del telefono, la destinazione, la playlist. In marcia si parla e basta, e le mani restano sul volante.
Questi schermi possono ricevere anche i video dal telefono, e quella funzione esiste per l’auto ferma: in area di servizio, in attesa di qualcuno, con il motore spento. Guardare un video mentre si guida è vietato dal Codice della strada e pericoloso in modo elementare, perché a ottanta all’ora due secondi con lo sguardo altrove sono quarantacinque metri percorsi alla cieca. Usato come va usato, un sistema come CarPlay rende il viaggio più comodo e la guida più sicura del telefono tenuto in mano.
Domande frequenti
Posso avere CarPlay su un’auto del 2010?
Sì, ed è esattamente il caso per cui esistono gli schermi autonomi. Siccome il display non si integra con l’elettronica della vettura, l’anno e il modello non contano: servono solo un punto dove appoggiarlo sul cruscotto e una presa da cui alimentarlo. Funziona su un’utilitaria di quindici anni come su un furgone da lavoro, senza alcun intervento sull’impianto.
Lo schermo CarPlay è legale in Italia?
Sì, purché sia posizionato in modo da non ridurre la visuale di chi guida. Non deve coprire il parabrezza, gli specchietti o l’area dell’airbag: la posizione corretta è bassa e centrale, sopra la console. Prima di fissare la ventosa, siediti al posto di guida e controlla il campo visivo. La riproduzione di video, invece, è consentita solo ad auto ferma.
L’audio passa dalle casse dell’auto?
Dipende da come è fatto il modello. Le soluzioni della categoria sono tre: un altoparlante integrato nel display, un trasmettitore FM che invia il suono all’autoradio, oppure un cavo AUX se la tua autoradio ha l’ingresso. La qualità migliore è quella dell’AUX, il trasmettitore FM è la via più diffusa per usare le casse dell’auto. È la prima domanda da fare al venditore.
Funziona anche Android Auto?
Sì, gli schermi autonomi di questa categoria supportano quasi sempre sia CarPlay per iPhone sia Android Auto per i telefoni Android, con lo stesso collegamento senza fili. È comodo nelle famiglie in cui l’auto la guidano in due con telefoni diversi. Verifica comunque sulla scheda che il modello dichiari entrambi i sistemi.
Serve internet per la navigazione?
Le mappe e il traffico arrivano dai dati del telefono, quindi sì, come avviene quando navighi con il telefono in mano. Il display mostra in grande quello che il telefono calcola. Nelle zone con poco campo basta scaricare in anticipo le mappe offline: per musica e chiamate, invece, i dati non sono indispensabili.
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