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Cucina

Fornetto elettrico per pizza: fa la pizza della pizzeria?

Un fornetto elettrico per pizza fa davvero la pizza della pizzeria? A che temperatura arriva, quanto cuoce, cosa viene bene e cosa no, dai nostri test.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Forno Elettrico per Pizza

La pizza napoletana cuoce oltre i 430 gradi in poco più di un minuto. Il forno di casa si ferma a 250 e ce ne mette dieci. Tutta la categoria dei fornetti elettrici per pizza nasce per colmare quel divario, e in parte lo colma davvero. Ma la pizza identica a quella della pizzeria non la fanno, e chi te la promette sta vendendo. Vediamo cosa consegnano sul serio.

Perché il forno di casa non ce la fa

Il problema è la temperatura, non la tua ricetta. La pizza napoletana verace nasce a 430-480 gradi: a quel calore l’acqua dell’impasto evapora di colpo, il cornicione si gonfia in sessanta, novanta secondi e la superficie si macchia di leopardatura prima che la pasta si asciughi. Il forno domestico arriva a 250, e a 250 gradi la stessa pizza impiega dieci minuti. In dieci minuti l’impasto perde umidità, e il risultato è buono ma è un’altra cosa, più vicino alla pizza in teglia che a quella del forno a legna.

C’è un secondo fattore, e riguarda la pietra. Nelle pizzerie il piano di cottura è refrattario: accumula calore e lo restituisce tutto insieme nell’istante in cui l’impasto freddo lo tocca. È quel colpo di calore dal basso che asciuga il fondo in pochi secondi e lo rende croccante. La griglia forata del tuo forno non fa niente del genere.

Quanto scalda davvero un fornetto elettrico

Meno di quanto il video lascia credere, e qui va fatta una precisazione scomoda. Il forno elettrico per pizza che abbiamo provato è una piastra a conchiglia da 1800 watt: si apre come una piastra per waffle, stendi l’impasto sul piatto inferiore, chiudi, e la resistenza del coperchio lavora a pochi centimetri dalla pizza.

La temperatura massima, però, il produttore non la dichiara. Non compare sulle immagini, non c’è una manopola con la scala dei gradi, non ci sono termostati regolabili. Non la inventiamo noi: le piastre elettriche a conchiglia di questa categoria lavorano di norma sotto i 300 gradi, ed è il primo dato da chiedere al venditore prima di ordinare, perché è quello che decide che pizza ti troverai nel piatto. Il vantaggio reale è il tempo: 1800 watt concentrati in un volume piccolo scaldano in pochi minuti, non nei trenta, quaranta del forno grande. La pizza cuoce in pochi minuti contro i dieci abbondanti della cavità di casa.

Il risultato onesto: cosa viene bene e cosa resta diverso

La pizza esce buona, dorata e calda, ma non è quella della pizzeria, e per molti va benissimo così. La pizza casalinga a lievitazione lunga, stesa sottile e condita con poco, viene bene: fondo dorato, formaggio filante, tempi rapidi. Le pizze surgelate del supermercato cuociono in una frazione del tempo del forno grande, e questo da solo giustifica l’acquisto per parecchie famiglie.

Dove il fornetto dà il meglio, però, non è nemmeno la pizza. Sono le piadine, le focacce, il pane arabo, le tortillas e le schiacciate: esce tutto dalla stessa piastra, ed è l’uso che alla prova dei mesi finisce per essere il più frequente. Una delle immagini ufficiali del prodotto mostra proprio un impasto che si gonfia sotto la resistenza, non una pizza, e la scelta è più eloquente di quanto il produttore avrebbe voluto. Il voto della nostra prova è 6,6, e sta tutto qui: nella distanza fra la napoletana che si sogna e la buona pizza di casa che si riceve.

L’impasto giusto per il fornetto

Stendilo sottile e non troppo idratato, perché senza pietra refrattaria il fondo ha meno calore per smaltire l’acqua. Un impasto molto idratato, che in un forno a legna diventa cornicione, qui rischia di restare molliccio al centro. Riduci l’idratazione rispetto alla ricetta napoletana e la pizza tiene meglio.

Il condimento va tenuto asciutto e leggero. In uno spazio così piccolo l’umidità non ha vie di fuga: pomodoro poco, mozzarella scolata bene o aggiunta a metà cottura, verdure già scottate in padella e mai crude e bagnate. È la differenza fra una pizza e una zuppa. E il preriscaldamento non è facoltativo: accendi a coperchio chiuso e lascia lavorare qualche minuto prima di stendere. La piastra fredda è la causa numero uno del fondo gommoso, e la colpa viene poi data all’apparecchio.

Consumi: fornetto contro forno grande per 4 pizze

Il fornetto conviene, ma il vantaggio sta nei tempi più che nei watt. Il forno di casa assorbe attorno ai 2000 watt e ci aggiunge trenta, quaranta minuti di preriscaldamento prima ancora di infornare: quei minuti li paghi in bolletta e, d’estate, sulla pelle, perché scaldano tutta la cucina per un’ora. La piastra a conchiglia scalda un volume ridicolo in confronto, è pronta in pochi minuti e lavora solo il tempo della cottura.

Tradotto in una serata da quattro pizze, il fornetto resta quasi sempre sotto al forno grande proprio grazie ai tempi. Il numero preciso in kWh, però, dipende dalle potenze effettive e dai minuti misurati dei due apparecchi. C’è un rovescio da mettere in conto: nel forno entrano due teglie, qui entra una pizza da 30 centimetri alla volta. Per quattro persone la cena diventa un servizio a turni, con chi mangia e chi aspetta guardando la spia rossa.

Pulizia e manutenzione della piastra

Si pulisce a corpo freddo, con una spugna morbida, mai in immersione, perché dentro c’è elettricità. Qui va chiarito un equivoco: molti fornetti hanno una pietra refrattaria da trattare con cura, questo modello no, ha una piastra metallica antiaderente. Cambia la manutenzione. Sull’antiaderente non vanno mai usati coltelli o utensili metallici: una volta rigato il rivestimento, comincia il conto alla rovescia e il fondo inizia ad attaccarsi.

Se invece il tuo fornetto monta una pietra, la regola è opposta: niente detersivo, che la pietra assorbe, solo raschiatura a secco e un panno umido. Un ultimo accorgimento pratico che quasi nessuno considera: 1800 watt sono tanti, quindi la spina va inserita direttamente nella presa a muro, non in una ciabatta condivisa con altri apparecchi ad alto assorbimento. Il nostro giudizio completo, con le foto che smentiscono il brief, sta nella recensione del forno per pizza. E se il fornetto lo compri per invitare gente, la logistica della serata la trovi nella guida al pizza party in casa.

Domande frequenti

A che temperatura arriva un fornetto per pizza? Meno di quanto serva per la napoletana. Il modello che abbiamo provato non dichiara la temperatura massima, e le piastre elettriche a conchiglia di questa categoria lavorano di norma sotto i 300 gradi. La pizza della pizzeria nasce a 430-480 gradi: è il dato da chiedere al venditore prima di ordinare.

Quante pizze si fanno in un’ora? Una per volta, quindi il ritmo lo detta la cottura, non il forno. Ogni pizza cuoce in pochi minuti dopo il preriscaldamento, così in un’ora si arriva a diverse pizze in sequenza. Per una tavolata numerosa significa cucinare a turni: qualcuno mangia mentre la successiva è ancora sulla piastra.

Va bene anche per pizza surgelata? Sì, ed è uno degli usi in cui rende meglio. La pizza surgelata cuoce in una frazione del tempo del forno grande, senza i quaranta minuti di preriscaldamento. Va appoggiata sulla piastra già calda e controllata a vista, perché senza termostato la cottura si governa a occhio e non a gradi impostati.

Consuma più del forno normale? In genere no, soprattutto grazie ai tempi. Assorbe 1800 watt ma lavora solo i minuti della cottura, mentre il forno grande aggiunge mezz’ora abbondante di preriscaldamento a circa 2000 watt. Il risparmio reale dipende dalle potenze effettive dei due apparecchi e da quante pizze fai nella stessa serata.

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