Salta al contenuto

Cucina

Granite e drink estivi in casa: la guida al ghiaccio giusto

Granite, frappé e drink estivi fatti in casa: la regola della grana del ghiaccio, tre ricette con le dosi e quanto ghiaccio serve per una serata.

di Redazione VistoSuiSocial ·

Tritaghiaccio Elettrico

Granita e frappé non sono una questione di ricetta, sono una questione di ghiaccio. Serve una grana fine e asciutta per la granita, una grana grossa per i drink che non devono annacquarsi. Chi sbaglia la grana ottiene o un blocco unico da scalpellare o una bevanda con dei pezzi di ghiaccio dentro. Metti a posto quella, e metà del lavoro è fatto. L’altra metà sono tre ricette con le dosi giuste.

Grana fine o grossa: la regola che cambia tutto

La grana del ghiaccio decide come si comporta nel bicchiere, e basta capirlo una volta per non sbagliare più. Il ghiaccio a grana fine ha tantissima superficie a contatto con il liquido: raffredda subito e si scioglie in fretta. È quello che serve per granite, frappé, sorbetti e per i cocktail costruiti sulla diluizione, come il mojito o la caipiroska, dove un po’ d’acqua che si scioglie fa parte della ricetta.

La grana grossa fa l’opposto: raffredda più lentamente ma dura, e serve nei drink che devono restare integri fino all’ultimo sorso, un long drink che si beve con calma o un’acqua fresca che deve reggere un’ora sul tavolo. Avere tutte e due le grane è ciò che distingue un tritaghiaccio elettrico da un frullatore, che di grane ne fa una sola e nemmeno uniforme.

Il frullatore ce la fa?

Per una volta ogni tanto sì, ma lo paga, e a lungo andare non conviene. Il frullatore rompe il ghiaccio, però tende a produrre una parte di neve finissima e una parte di pezzi ancora interi: la grana non è uniforme, ed è precisamente l’uniformità che serve nel bicchiere. Il risultato è quasi sempre a metà strada, né granita né cubetti.

Poi c’è l’usura. Il ghiaccio è duro e abrasivo, e le lame di un frullatore da cucina non sono pensate per romperlo: a forza di tritarlo si smussano. Se il frullatore lo usi anche per creme e frullati, tritare ghiaccio regolarmente è il modo più rapido per rovinarlo. Un tritaghiaccio con lame in acciaio inox esiste esattamente per assorbire quell’usura al posto suo. Un accorgimento che vale per entrambi: lascia i cubetti un minuto fuori dal freezer prima di tritarli, perché il ghiaccio a meno venti gradi è vetroso e fatica a rompersi, mentre quello leggermente ammorbidito dà una grana più uniforme e affatica meno il motore.

Granita siciliana al limone: la ricetta con le dosi

La granita vera non ha bisogno di gelatiera, ha bisogno di essere mantecata a mano mentre congela. La proporzione classica per la granita al limone è 500 grammi d’acqua, 150 grammi di zucchero e 150 millilitri di succo di limone, cioè circa quattro o cinque limoni spremuti al momento, meglio con uno spremiagrumi portatile così il succo è fresco e senza semi.

Sciogli lo zucchero nell’acqua, aggiungi il succo filtrato, versa in un contenitore basso e largo e metti in freezer. Il passaggio che fa la differenza è questo: ogni trenta, quaranta minuti tira fuori il contenitore e rompi i cristalli con una forchetta, mescolando bene. Ripeti tre o quattro volte, per un paio d’ore complessive. È la manteca a mano che tiene la grana fine e impedisce al tutto di diventare un blocco solido. Le dosi tienile come punto di partenza e tarale assaggiando, perché l’acidità dei limoni cambia parecchio da un frutto all’altro.

Frappé e frozen: due ricette con le dosi

Il frappé parte da ghiaccio già solido, ed è la differenza tecnica che conta: nella granita l’acqua congela dentro la ricetta e va mantecata fine, nel frappé si frulla ghiaccio già fatto con latte o frutta. Per un frappé alla banana frulla una banana matura, 150 millilitri di latte freddo, un cucchiaino di zucchero e circa 150 grammi di ghiaccio tritato fine fino ad avere una crema densa. Se lo vuoi più fresco e meno dolce, togli lo zucchero e aggiungi mezza banana in più.

Per un frozen alla fragola frulla 200 grammi di fragole, il succo di mezzo limone, due cucchiai di zucchero e 200 grammi di ghiaccio tritato. Viene una bevanda densa, rosa, da cucchiaino e cannuccia insieme. In entrambi i casi il ghiaccio va tritato fine e usato subito: se lo prepari mezz’ora prima e lo lasci in un contenitore, si compatta e ti ritrovi di nuovo con un blocco.

Spremuta e ghiaccio: tre drink analcolici che salvano l’aperitivo

Con uno spremiagrumi e del ghiaccio tritato l’aperitivo analcolico smette di essere l’acqua triste per chi non beve. Il primo è la spremuta d’arancia sul ghiaccio: spremi due arance, versa su un bicchiere colmo di ghiaccio tritato e aggiungi qualche fogliolina di menta. Il secondo è una limonata veloce, con il succo di due limoni, due cucchiai di zucchero, 300 millilitri di acqua fredda e ghiaccio grosso, che la tiene fresca senza annacquarla in cinque minuti.

Il terzo è un agrumato misto: succo di un’arancia e mezzo pompelmo rosa, un goccio di acqua tonica e ghiaccio tritato, che fa colore e profumo da veri cocktail senza una goccia d’alcol. Il ghiaccio tritato qui non è un vezzo estetico, è quello che appanna il bicchiere e tiene tutto freddo davvero. Il succo, qui, conviene spremerlo sul momento: arance giuste, tempi giusti e pulizia in un minuto sono il tema della nostra guida alla spremuta fatta bene.

Quanto ghiaccio serve per una serata

Molto più di quanto pensi, ed è il conto che tutti scoprono la prima sera a freezer vuoto. Un bicchiere colmo di ghiaccio tritato consuma una quantità di cubetti sorprendente, perché il tritato si compatta e riempie tutti i vuoti: dove entravano quattro cubetti interi, tritati ne servono molti di più. Una singola vaschetta da freezer non basta quasi mai.

Per una serata da otto persone, con più giri di drink a testa, una stima ragionevole è attorno ai due chili di ghiaccio, cioè circa 250 grammi a persona. Chi usa questi apparecchi con regolarità si attrezza: più vaschette in freezer, oppure un sacchetto di ghiaccio comprato al supermercato quando aspetta gente. Non è un difetto della macchina, è la natura del ghiaccio tritato, ma saperlo prima ti evita di ritrovarti con il tritaghiaccio acceso e niente da tritare a metà aperitivo. Il giudizio completo sul tritaghiaccio, con le due grane e la pulizia, sta nella recensione.

Domande frequenti

Si può tritare il ghiaccio nel frullatore? Sì, per un uso occasionale, ma con due prezzi. La grana viene irregolare, con neve finissima e pezzi interi insieme, mentre serve uniformità. E le lame di un frullatore da cucina non sono fatte per il ghiaccio: a tritarlo spesso si smussano e rovini uno strumento che ti serve per creme e frullati. Per un uso regolare conviene un tritaghiaccio dedicato.

Come si fa la granita senza gelatiera? Si manteca a mano. Sciogli 150 grammi di zucchero in 500 grammi d’acqua, aggiungi 150 millilitri di succo di limone e metti in freezer in un contenitore basso. Ogni trenta, quaranta minuti rompi i cristalli con una forchetta mescolando, per tre o quattro volte. È la manteca a mano che tiene la grana fine ed evita il blocco solido.

Quanto ghiaccio serve per 8 persone? Una stima ragionevole è attorno ai due chili, cioè circa 250 grammi a persona per una serata con più giri di drink. Il ghiaccio tritato si compatta e riempie i vuoti del bicchiere, quindi ne consuma molto più dei cubetti interi. Una vaschetta da freezer non basta: prepara più vaschette in anticipo o compra un sacchetto.

Perché la granita mi viene un blocco unico? Perché manca la manteca a mano durante il congelamento. Se metti il liquido in freezer e lo lasci lì fermo, l’acqua congela in un blocco compatto. Va rotto con una forchetta ogni trenta, quaranta minuti mentre gela, mescolando bene: sono i cristalli spezzati più volte a creare la grana fine e morbida invece del ghiacciolo unico.

Da leggere anche