Piccoli elettrodomestici da cucina: quali valgono i soldi
Quali piccoli elettrodomestici da cucina valgono i soldi e quali finiscono in cantina: la classifica dai nostri test, con i voti veri e un criterio semplice.
Un piccolo elettrodomestico si guadagna il posto in cucina a una condizione: che tu lo usi almeno una volta a settimana, oppure che faccia una cosa che a mano è davvero penosa. Tutto il resto è cantina differita. Lo compri con il video ancora negli occhi, lo provi due volte e finisce nel pensile alto, ancora nella scatola. Il criterio conta più della lista, e parte da qui.
Il criterio della settimana, spiegato con esempi
La regola è una sola: usalo una volta a settimana, oppure risolvi con lui un lavoro che detesti fare a mano. Se non rientra in nessuno dei due casi, lascia perdere, per quanto bello sia il video.
Prendi il tritatutto. Tritare la cipolla ogni sera a coltello è noioso e ti fa piangere: se cucini tutti i giorni, un tritatutto passa il test al primo colpo. La spremuta la spremi ogni mattina a braccio? Allora uno spremiagrumi elettrico ha senso, a patto che tu la beva davvero e non sia un buon proposito di gennaio. Il fornetto per la pizza è un altro discorso: se fai la pizza in casa due volte al mese, sei nella zona grigia. E il tritaghiaccio serve solo se le tue serate d’estate finiscono con un drink in mano.
Il punto è questo. Il numero di funzioni che un apparecchio promette è il peggiore criterio d’acquisto possibile. Conta una cosa sola, quante volte lo accenderai davvero.
Quelli che valgono: la classifica dai nostri test
In cima ai nostri voti stanno gli apparecchi che risolvono un problema ricorrente o che vanno dove nessun altro può seguirti. La macchina da caffè portatile chiude a 7,5, insieme allo spremiagrumi portatile, sempre 7,5. Non è un caso che siano i più portatili del gruppo: fanno il loro lavoro in tenda, in ufficio o in camper, dove la macchina da banco resta a casa.
Subito sotto, a 7,4, un terzetto che si usa spesso: il tritatutto PeelMaster, la griglia elettrica senza fumo e il set di utensili in silicone. Il tritatutto vince perché il soffritto smette di essere il motivo per cui rimandi la ricetta. La griglia perché, se vivi in appartamento, è l’unico modo serio di grigliare senza far scattare la lite di condominio. Il set di utensili perché protegge padelle che costano più del set stesso.
Il filtro per l’acqua del rubinetto prende 7,2: fa una cosa sola, toglie il sapore di cloro, e la fa bene, però non è il depuratore miracoloso che qualcuno immagina. Il tritaghiaccio elettrico sta a 7,0, un voto giusto per un monofunzione che lavora bene ma non può fingere di essere indispensabile. Ognuno di questi apparecchi guadagna il suo posto perché il suo test della settimana lo passa, per il tipo di persona giusta.
Quelli che dipendono dal tuo profilo
Ci sono apparecchi che non hanno un voto assoluto: hanno un voto per te. Il fornetto per la pizza è il caso da manuale. Se ami la pizza fatta in casa e la infornerai due sabati al mese, ripaga il posto che occupa; se la pizza la ordini, resta un soprammobile costoso. Ne parliamo per intero nella guida al fornetto elettrico per pizza.
Stesso ragionamento per il tritaghiaccio. Ha senso se d’estate ricevi gente e prepari granite e cocktail con una certa regolarità, come spieghiamo nella guida al ghiaccio giusto. E la griglia elettrica dipende da dove vivi: in un appartamento senza giardino cambia le cene, in una casa col barbecue in fondo all’orto è una doppia spesa. La questione di dove è legale grigliare la sciogliamo nella guida su grigliare in balcone o in casa.
Quelli che deludono quasi sempre
Deludono gli apparecchi comprati per l’idea di sé, non per l’uso reale. Chi ordina un tritaghiaccio immaginandosi barman e non per i cocktail che prepara davvero lo ritroverà nel pensile fra due anni, ancora incartato. Vale per qualsiasi monofunzione: il pericolo non è la qualità, è la frequenza d’uso che ti eri raccontato.
C’è poi la categoria delle aspettative gonfiate, e qui l’onestà impone di citare il voto più basso di questo gruppo. Il forno per la pizza chiude a 6,6, e i due decimali raccontano esattamente la distanza fra ciò che si spera e ciò che si riceve. Chi lo compra sognando la napoletana con il cornicione maculato resterà deluso, perché quella pizza nasce a 400-450 gradi e una piastra elettrica da meno di cento euro non li raggiunge. Non è un apparecchio scadente: è un apparecchio che va comprato sapendo cosa fa, cioè una buona pizza di casa in pochi minuti, non quella della pizzeria. Il video ti vende sempre la seconda.
Lo spazio: il costo nascosto che nessuno calcola
Il prezzo sullo scontrino non è il costo vero di un piccolo elettrodomestico. Il costo vero è il ripiano che occupa per sempre. In una cucina di dimensioni normali, con i cassetti già pieni e il pensile alto irraggiungibile, ogni apparecchio nuovo ne spinge un altro nell’angolo morto. Poi quello nell’angolo morto non lo usi più, perché tirarlo fuori costa più fatica del lavoro che fa.
Questo cambia il conto. Un tritatutto che si smonta e sta in un cassetto ha un costo di spazio basso, e infatti lo usi. Un apparecchio ingombrante che sta sul piano deve guadagnarsi quel piano ogni giorno, o diventa un peso. Prima di comprare, la domanda giusta non è solo quanto costa, ma dove lo metto quando non lo uso. Se la risposta è “sposto qualcos’altro”, è già un cattivo segno.
Come decidere in 3 domande prima di comprare
Prima di ordinare, fai passare l’apparecchio dal test delle tre domande. Se inciampa anche su una sola, quasi sempre è cantina in arrivo.
- Lo userò almeno una volta a settimana, onestamente e non nella versione ottimista di me stesso?
- Il lavoro che mi risparmia a mano è davvero penoso (piangere sulla cipolla, spremere a braccio, tritare il ghiaccio col mattarello), o è solo un po’ noioso?
- Ho un posto dove riporlo senza spostare qualcos’altro?
Il test delle tre domande non è furbo, è scomodo, perché ti costringe a essere sincero sull’uso invece che sull’entusiasmo. Ed è proprio questo che fa risparmiare i soldi che altrimenti finiscono in un apparecchio nuovo di zecca e mai acceso. Chi vuole capire come mettiamo il voto a ognuno di questi prodotti trova tutto nel nostro metodo di prova.
Domande frequenti
Quali elettrodomestici da cucina sono davvero utili? Quelli che usi ogni settimana o che ti tolgono un lavoro odioso. Nei nostri test i voti più alti vanno al caffè portatile e allo spremiagrumi (7,5), poi al tritatutto, alla griglia e al set di utensili (7,4). Sono apparecchi che risolvono un gesto quotidiano, non che aggiungono funzioni.
Cosa non comprare per una cucina piccola? Evita i monofunzione ingombranti che stanno solo sul piano e usi di rado. In poco spazio ogni apparecchio nuovo ne rende inutilizzabile un altro, spinto nell’angolo irraggiungibile. Meglio pochi pezzi che si smontano e stanno in un cassetto, come un tritatutto portatile, rispetto a macchine grandi da esporre per forza.
Il fornetto per la pizza vale la pena? Dipende da quante pizze farai davvero. Se la infornerai due volte al mese ripaga l’ingombro, se la ordini resta un soprammobile. Sappi che non fa la pizza della pizzeria: nel nostro test prende 6,6 proprio perché la napoletana nasce a 400-450 gradi, che una piastra elettrica non raggiunge.
Come capisco se lo userò davvero? Usa il test delle tre domande: lo accenderò una volta a settimana, il lavoro che fa a mano è penoso e ho dove riporlo. Rispondi nella versione onesta di te, non in quella entusiasta del giorno dell’acquisto. Se inciampa su una sola domanda, quasi sempre finirà in cantina.
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